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Dal 2 febbraio al 31 maggio torna “Proposta. Progetto teatrale per la Valle Trompia”, una produzione dell’Assessorato alla Cultura della Comunità Montana di Valle Trompia, la direzione artistica dell’Associazione Culturale “treatro terrediconfine”, che per quest’anno vede l’adesione di dieci Comuni della Valle (Bovezzo, Caino, Concesio, Gardone V.T., Lodrino, Marcheno, Nave, Sarezzo, Tavernole s/M, Villa Carcina), di molti sponsor locali e concorrerà al bando “Circuiti SPETTACOLO dal VIVO” di Regione Lombardia.

“Proposta”, giunta quest’anno alla 35° edizione, ha riscosso, negli anni passati, un buon interesse di pubblico: l’edizione 2017 ha visto la partecipazione di quasi 5.000 spettatori, in aumento rispetto all’edizione 2016.

Ciò a dimostrazione che il partenariato tra soggetti pubblici e privati permette di realizzare iniziative di alto livello creando occasioni di arricchimento culturale in favore di tutta la comunità Valtrumplina e non solo.

Da sempre caratterizzata da una poetica legata alle tematiche culturali e sociali, la rassegna 2018 mantiene questa sensibilità, nella convinzione che la forma espressiva della teatralità debba parlare alla gente del proprio tempo, incoraggiando riflessioni, nuovi pensieri ed intense emozioni. Quest’anno si muove attorno alla figura dello straniero, cercandone ogni possibile declinazione: si è stranieri ad una nazione, ad un tempo, si è stranieri agli altri, si è stranieri anche alla propria stessa vita a tratti.

In un tempo, come il nostro, che corre veloce e indifferente, che ci perde e si perde, che porta solitudini e incomprensioni, lo spazio teatrale diventa strumento fondamentale per riappropriarsi di sé: dei propri pensieri, del proprio corpo, del proprio tempo.

Il concetto di straniero, infatti, è un filo tra due possibilità: quello della caduta nell’isolamento, nella sconfitta e quella della conquista e della definizione della propria diversità: possibilità questa che ha bisogno di energia, di pensiero, di tempo concesso e dato.

In questo senso un progetto teatrale per la valle Trompia è in qualche modo un progetto straniero se riferito ai centri urbani, alla città, alla metropoli.

La scelta di costruire un percorso di questo genere favorisce il riappropriarsi della propria individualità e renderla valore, condividerla e arricchire il territorio della valle.

“Proposta” compie 35 anni.

Siamo partiti quest’anno con un’anteprima ospitando “Pueblo” di e con Ascanio Celestini . Un racconto di personaggi, di come sono prima della violenza che li trasforma in oggetto di attenzione da parte della stampa. Lo spettacolo vuole raccontare il mondo magico che hanno nella testa. Il mondo che li rende belli e che, solo quello, può aiutarli a non farli scomparire”.

Aprirà poi la rassegna vera e propria una festa in-augurale: STRANGER

Strani stranieri si aggirano per la valle. Fanno paura. Sono pieni di colori e amano ridere e amano piangere. Amano cantare e parlare. Amano il teatro: lo amano fare, lo amano guardare.

Strani stranieri tutti diversi che difendono la loro diversità. E hanno armi pericolose: mani per stringere, piedi per ballare.

Strani stranieri…qualcuno ha detto che li ha visti anche felici, nonostante la notte, nonostante la pioggia. Qualcuno ha detto che non sono soli.

MUSICA DAL VIVO con “dr. Paul’s roosters” Blues rock a gogo Servizio bar con “la roulottina”

Il mese di Marzo aprirà il primo tema della rassegna: le donne, Insieme partiamo per un viaggio nelle storie delle donne, a cui sarebbe giusto dedicare una via: storie di sportive, sante e soldatesse. Parlo di donne, di mia madre, di mia nonna e di me. Non ricette, ma strumenti di analisi, usando ironia e umorismo: ed ecco quindi lo spettacolo di Elena Guerrini “VIA DELLE DONNE” cui seguirà “ NUDA E CRUDA” di e con Anna Mazzamauro che esorta il pubblico a spogliarsi dei ricordi cattivi, degli amori sbagliati, dei tabù del sesso, a liberarsi dalla paura della vecchiaia, ad esibire la propria diversità attraverso risate purificatrici . Con UN SACCHETTO D’AMORE Antonella Questa affronta con ironia le dinamiche relazionali di oggi, costrette a fare i conti con un mondo sempre più rivolto al consumo, al bisogno di avere per affermarsi. Un mondo in cui ogni cosa sembra a portata di mano, ma poi a mancare davvero sono i rapporti autentici.

La tematica della donna aprirà e chiuderà la rassegna: l’ultimo spettacolo infatti sarà LA SORELLA DI GESUCRISTO , di Oscar De Summa: una storia tanto semplice quanto terribile. Una ragazza prende in mano una pistola per andare a sparare al ragazzo che l’ha costretta a subire una violenza. Un racconto, che si districa attraverso l’ironia, compagna di leggerezza e sorriso, per una comprensione più emotiva e consapevole che razionale.

Altra tematica fondamentale di questa rassegna di stranieri sarà il mondo complesso e contraddittorio dei giovani: sia quello che ci circonda, sia quello teatrale: giovani compagnie con il loro stile nuovo e la loro ricerca racconteranno e si racconteranno portando nuove strade e pensieri. Uno spazio teatrale che accoglie tematiche diverse: identità sessuali, desideri di riscatto, pensieri sul mondo fermo e limitante, vita desiderata e vita imposta.

Con I VERYFERICI, di Shebbab met project, vincitori del Premio Scenario Ustica, sarà protagonista il tema della periferia, della vita ai bordi che cerca la propria identità, pur non sapendo se essa sia al centro o rimanga agli estremi: un gruppo fa della propria presenza in situazioni di periferia urbana il cuore stesso dell’esposizione teatrale, riuscendo a costruire un affresco di momenti scenici, veicolati dall’elemento musicale, di forte impatto emotivo e di straripante energia. SEMPRE DOMENICA è un intreccio di storie del quotidiano: nel lavoro, nell’amicizia, nelle relazioni: storie di trentenni e quarantenni visti dai ventenni. È un lavoro sul tempo, l’energia e i sogni che il lavoro quotidianamente mangia, consuma, sottrae. IL DESIDERIO SEGRETO DEI FOSSILI si muove tra leggerezza e ironia in un mondo immobile, in cui nulla accade…e poi qualcosa accade. Gli attori imperlano la scrittura di stoccate raggelanti, corrosive, nerissime in uno spettacolo profondo e divertente che richiama temi sociali senza inseguirli retoricamente e al tempo stesso inventa una cornice fiabesca dal retrogusto amaro. DIALOGHI DEGLI DEI , porta lo sguardo e l’ironia sulla scuola, sui suoi metodi e temi. Sul palco divinità greche e scolaretti dei nostri giorni, in un esilarante mix di riflessione e divertimento. Due maturi studenti, interrogati su tresche e malefatte degli immortali sperimentano sulla propria pelle le ingiustizie della scuola, preludio alle future ingiustizie della vita. DA DOVE GUARDI IL MONDO , è uno spettacolo di teatro danza rivolto a bambini e adulti, di e con Valentina Dal Mas, vincitore del Premio Scenario Infanzia. Lo spettacolo colpisce per la coerenza dei linguaggi messi in opera, e per il rigore con cui il corpo-voce dell’artista è capace di mostrare, senza retoriche e ideologie. Racconta il percorso di crescita di una bambina “che a 9 anni non ha ancora imparato a scrivere”. Una bambina diversa che nel suo limite riscopre ricchezza, che nella sua difficoltà trova uno sguardo diverso al mondo.

PETER PAN GUARDA SOTTO LE GONNE, infine, è il percorso intimo della formazione di un’identità e il primo capitolo della Trilogia sull’Identità, un percorso a tappe che racconta l’esperienza della dicotomia fra corpo e mente in fatto di identità di genere. Un tema delicato e trattato con delicatezza e emozione. Un lavoro sincero e profondo che scava nei nostri occhi, nei nostri cuori, nelle nostre menti.

Ma lo straniero non è solo dentro di noi, è anche attorno a noi, e la sua distanza non è data dalla sua differenze, ma dalla nostra paura e diffidenza: diventa quindi necessario è esplorarle, viverle per riuscire a trovare uno sguardo più limpido.

MI CHIAMO ARAM E SONO ITALIANO , per la regia di Gabriele Vacis Lo chiamano arabo, anche se è persiano; lo chiamano straniero, ma è italiano. Un testo che è uno stralcio di vita e di memoria e, insieme, uno sguardo al futuro di una società che impara, giorno per giorno, a dare un significato all’aggettivo “multietnica”.

DA QUESTA PARTE DEL MARE , con Giuseppe Cederna è un viaggio struggente, dagli scritti e dalle canzoni di Gianmaria Testa, che affronta il tema delle migrazioni moderne senza retorica e col solo sguardo sensato: testimonianze di uomini e donne.

EMIGRANTI ESPRÈSS, di e con Mario Perrotta. “Era il 1980. Stazione di Lecce. Ore 21 e 07. Come tutti i giorni di ogni benedetto anno, a quell’ora parte il treno degli emigranti. Nel 1980 su quel treno c’ero anch’io. E avevo appena dieci anni. E viaggiavo da solo! Una volta al mese… Adesso me lo voglio rifare quel viaggio. Voglio rivedere quelle facce, voglio risentire le loro storie, ma stavolta il treno… lo guido io”.

Per arrivare a comprendere, ad accogliere, la diversità, siamo convinti, prima dobbiamo scavare le nostre radici. Andare a recuperare un’identità che possa confrontarsi con ciò che ci circonda, per non farci vivere da pensieri non nostri, per ricercare ciò che siamo e arricchirci con ciò che incontriamo. Come un pozzo scaviamo nella terra per ritrovare acqua e offrirla a chi incontreremo.

CATENA BELLA, di e con Pietro Mazzoldi, scava nella giovinezza, quella lontana, degli inizi del ‘900, e quella vicina, degli anni ‘90, seguendo la strada sottile tracciata da una bicicletta e quella profonda tracciata dalle parole di Gianni Brera. La storia di Eberardo Pavesi e le parole dello scrittore milanese, si intrecciano, infatti, a quelle del narratore tra strade di provincia, salite inaspettate, avventure. Dalle prime pedalate al gesto. Dal piccolo paese al tour de France. Dall’inizio del novecento allo spazio dei nostri occhi

In FILI DI SENTIERI, nuova produzione treatro terrediconfine, andremo a ricercare una radice inconsueta nella nostra storia territoriale con il Teatro Nelle Case. Dal bianco di un vestito da sposa a quello della neve, da fili da ricamo a ricami di sentieri, da una luce fioca in una stanza al cielo immenso delle montagne. Una sarta e un alpinista, come il barone rampante di Calvino, vivono in una solitudine non isolata, ma ricca di incontri.

Crediamo fortemente che il lavoro teatrale debba avere una partecipazione attiva, una sperimentazione territoriale e per questo le tematiche saranno affrontati anche nei laboratori gestiti dall’associazione, che debutteranno durante proposta. Laboratori con adolescenti, bambini, adulti e studenti della Scuola Superiore