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Fame mia

Novembre 27-9:00 pm - 11:00 pm

Sabato 27 novembre 2020 Marcheno Auditorium Scuola Media – via Madonnina, 24 ingresso 7 euro – ridotto 5 euro ore 21:00

FAME MIA – QUASI UNA BIOGRAFIA di Annagaia Marchioro in collaborazione con Gabriele Scotti

allestimento scenico di Maria Spazzi

costumi Erika Carretta

regia di Serena Sinigaglia

liberamente ispirato a Biografia della Fame di Amelie Nothomb (Voland edizioni)

Non si sa perché alcuni nascano affamati ed altri sazi, è una lotteria. Io ho vinto il primo premio.” Amélie Nothomb, Biografia della Fame

Vincitore del premio “L’Alba che verrà” 2016 e del Premio “Giovani Realtà del Teatro” 2015 dell’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine.

Fame mia- quasi una biografia è uno spettacolo comico e poetico che racconta la storia di una donna che ha tanta fame, così tanta fame da smettere di mangiare. Liberamente ispirato ad un romanzo di Amélie Nothomb, a cui deve la più profonda ispirazione e l’ironia tagliente, lo spettacolo ne sfoca i contorni, fino a trasformarlo in una storia molto Italiana, la storia dell’attrice che la interpreta.

Siamo a Venezia, nel pieno degli anni ‘80, e come l’acqua dei canali scorre il racconto, dove Veneziano e italiano si alternano, passandosi la staffetta linguistica e segnando l’identità dei personaggi che affollano la memoria della protagonista. Tutta l’Italia si affaccia alla tavola di questo racconto: un’insegnante pugliese, la migliore amica napoletana. Non potrebbe che essere così, dato che in Italia si parla solo di cibo.

È una storia di disturbi alimentari ma non parla di disturbi alimentari. Mangi e smetti di mangiare perché vuoi sbranare la vita, perché non accetti il compromesso, perché brami l’assoluto. La leggerezza, l’ironia, la levità con cui ogni disgrazia è affrontata sono la chiave di accesso di questo testo. Senza mai prendersi troppo sul serio, senza enfasi e alcuna retorica, con la semplicità e la schiettezza dei migliori racconti biografici.

Il lieto fine, seppur sbilenco e imperfetto sopraggiunge e ci conforta. Si può guarire.

Fame mia, parla di fragilità e riscatto. Dolce, dolcissimo, umile e fresco riscatto.

Una vicenda particolare che racconta una storia universale, guardata dagli occhi di una bambina che diventa donna.

Un inno alla vita che ti riporta alla vita e ti fa sentire meno solo, meno spaventato, meno infelice.

Grazie alla straordinaria regia di Serena Senigaglia e alla scrittura prepotentemente ironica di Annagaia Marchioro, questa storia di salvezza è stata narrata in modo dinamico e movimentato alternando momenti di estrema leggerezza a momenti drammatici di forte impatto emotivo.

L’energia e la vitalità dell’attrice che in più di un’ora sul palco ha recitato, cantato e ballato senza fermarsi mai, hanno contagiato anche il pubblico in sala, trascinato dalla comicità e dalla musica.

È un racconto dai mille risvolti comici che mescola citazioni colte e buon senso popolare. Narrato con ironia e autoironia, affronta in maniera seria ma con toni leggeri, il tema della bulimia e dei disordini alimentari. Per questo se ne consiglia la visione a tutti a partire dai giovani adolescenti fino ad arrivare

agli adulti. (tavolainscena.com)

un’energia che si mantiene costante per circa un’ora e un quarto, saltando da una sedia all’altra intorno a un tavolo che si distrugge con i Nirvana di sottofondo nel complicato momento dell’adolescenza e si ricompone, qualche anno più in là, diventando un piccolo palcoscenico di un laboratorio teatrale.

Un talento drammaturgico, che ha compiuto lo sforzo di trasformare una sofferenza esistenziale di anni in un racconto spassoso e costellato da battute, osservazioni, pizzicato nei suoi lati più grotteschi, assurdi e, al tempo stesso veri.

(metropolitanmagazine.com)

Dettagli

Data:
Novembre 27
Ora:
9:00 pm - 11:00 pm
Categoria Evento: